Resta come sei

Resta così
non scimmiottare le mie durezze
il mio stupido fare da macho
sii sempre tu donna
ad insegnare all’uomo la pace

Rimani come sei
non credere quando ti dicono
che sei nata da una mia porzione
trattieni a te la dolcezza
la tua grande forza interiore

e allora sarai tu la migliore.

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Raccolta indifferenziata

L’ho gettata come un peso
la tua macchina del caffè espresso
l’unico oggetto utile
che io abbia mai ereditato
a parte la statua di una Madonna
alta quasi un metro

Dicono che davanti alla statua
hai pensato a me
dicevi fosse un oggetto
a cui ero molto affezionato

Io non me lo ricordavo nemmeno
che tu avessi una statua così
alta quasi un metro e
francamente non m’importa più di tanto

La statua è così orribile
con la coroncina di lumini in testa
le lampadine che s’illuminano
sembra proprio un catafalco

Però la macchina del caffè
adesso l’ho buttata nel bidone nero
quello per il rifiuto indifferenziato
e in quel momento
ho pensato a te nella cucina
io che come sempre non c’ero
l’ictus sopraggiunto improvviso
la tua caduta sul pavimento

Allora ho guardato la statua
questa statua brutta della Madonna
adesso mi è rimasta solo lei
e non c’è tanta differenza
con la tua vecchia macchina per il caffè:
riesce a essere comunque sacro
tutto quello che mi hai lasciato.

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Entrare…

Entrare…

Entrare di sera in cucina
-a quest’ora non c’è nessuno
e la casa chiama al silenzio-
scoprire nella lavastoviglie
i piatti di un pasto frugale
la tua tazza grande per il te
le scodelle per la colazione
ancora sporche del caffellatte
dei ragazzi prima di correre
a scuola per la lezione.

Mi smuove questo tuo ordine
che insiste sopra ogni cosa
in fondo sei tu che tieni uniti
i nostri quattro angoli di gioia
ricostruendo perfino sui cocci
di quando tutto va a soqquadro

Vedo volti giovani e sorridenti
sono così quelli dei nostri figli
questi i momenti quasi perfetti

e chissà poi perché ogni volta
quando la vita sfiora la felicità
mi piglia questa voglia di morire.

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Per un genetliaco

Non so se farmi trascorrere
i compleanni lontano da casa
fosse un trucco per rendermi più forte
-la mancanza di una festa o di una torta
avrebbero potuto incidere qualcosa-
oppure un gesto sadico
o ancora (almeno così vorrei sperare)
un modo per avermi più vicino.

Adesso non m’importa più
di celebrare un genetliaco
cerco di convincermene guardando
dentro uno specchio convesso
che replica la mia immagine distorta
e sento cadere in fondo all’anima
una strana voglia d’abbandono
di sparire senza lasciare traccia

Quanto è mortificante comprendere
che la memoria di chi siamo
è in fondo attaccata sì e no
a quattro poveri versi sdruciti

la vita, come un foglio di carta,
galleggia verso il mare del nulla.

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Nonostante…

Nonostante,
non credere quando ti dico
di essere ormai distante
da ogni disegno di morte
o se simulo quasi indifferenza
con il mio vivere ai mille all’ora
mentre la macula ti mangia la vita
e tu lotti contro la malinconia
di questi ultimi anni

A furia di correre come pazzi
sono rimasto fermo qui
vorrei solo più tempo da dedicarti
darti un mio braccio a stampella
con la santa commozione
e la più vivida riconoscenza
per tutto il timido affetto
che hai saputo donarmi.

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Il quadrato delle radici

Marinella Brizza - Write Hope Believe

Ho avuto il piacere di ascoltare le poesie di Marco G. Maggi in diverse occasioni e, in un secondo tempo, di leggerle. Poesie essenziali e  potenti sia nel linguaggio che nei contenuti. Marco G. Maggi è un poeta vero, su questo non c’è alcun dubbio! Il suo libro Il quadrato delle radici – Edizioni Ensamble – è uno di quei volumi che val pena leggere. Per il momento vi propongo un video (non sono riuscita a ridurlo, ahimè) che pubblico con il consenso dello stesso.

Non posso però rinunciare alla bellezza e alla forza della parola scritta…

Come si poteva?

La crisi li buttò nella più nera disperazione
la fabbrica chiusa
– la ciminiera come un j’accuse,
scagliato contro il cielo –
alla fine sono sempre le solite notizie
che si leggono sul giornale
nella pagina dei suicidi:
la mancanza di un reddito
la rata del mutuo da pagare
Ma…

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Buio, lucciole e stelle

“Buio, lucciole e stelle”
detti tutto d’un fiato così
può sembrare quasi un ossimoro
eppure alla vista non appaiono
mai le une senza l’altro

Perciò nel tuo bosco incantato
le ombre si dileguano adagio
e nella profondità di Urano
si sgrava dal cuore ogni timore
complicanza di vita o di morte

quando si è insieme a un amico.

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