Resta come sei

Resta così
non scimmiottare le mie durezze
il mio stupido fare da macho
sii sempre tu donna
ad insegnare all’uomo la pace

Rimani come sei
non credere quando ti dicono
che sei nata da una mia porzione
trattieni a te la dolcezza
la tua grande forza interiore

e allora sarai tu la migliore.

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Leggende?

Quasi fossero leggende
gocce di sangue indurite
cadono sul foglio di brutta
di un’estate senz’aria.

Luci al neon computano
i silenzi fino all’ora quarta
le funi seguono un taglio netto
gli algoritmi sono lame
che inghiottiscono l’aula.

Così tutto si compie
sull’abbecedario dei corpi
la commissione d’esame
suddivide i destini
e qualche atroce brandello
di un futuro di rabbia.

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Volevo dire

T’incontrai, alle medie in classe terza
insegnante di storia e geografia
un supereroe per noi ragazzi,
nell’età in cui non andavano più di moda,
in mezzo ai banchi,
l’alabarda spaziale e i raggi laser.

Così fosti eroico quando cercasti
di convincere mia madre,
fino a spingerti a un colloquio
all’arma bianca,
che di certo erano gli studi classici
il proseguimento ideale per il figlio.

Ritrovandoti dopo alcuni anni
ti chiamai, due, tre volte,
« professore! »
notai uno sguardo sfuggente
ritirato e ormai sperduto
fra le chiome delle nuvole
ed eri lontano, eri altrove,
in preda a un delirio solo tuo.

Seppi in seguito altre cose
quando mi giungevano distanti
l’eco e le voci del tuo naufragio
finché approdasti dentro
a un porto ineluttabile
dopo essere rimasto troppo tempo
sul confine tra realtà e solitudine.

Sei ancora nel cuore di quegli attimi
in cui la gioia poteva essere possibile
e per te resta sempre nel pensiero
l’infinito della mia gratitudine.

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Gioielli Rubati 24: Maria Allo – Mimi – Chiara Marinoni – Chiara – Marco G. Maggi – Antonio Bianchetti – Felice Serino – Anna Leone.

almerighi

NON CERCATEMI, POETI

“muori allora e fallo piano/ piano e soavemente”, perché “ogni istante possiede dolci abissi
Ingeborg Bachmann

Non cercatemi, poeti.
Un fardello sventra le vertebre del mondo
le metafore a brandelli ne strozzano i suoni
giorno dopo giorno il ritmo
in fondo al buio diviene meno reale
della luce di chi vince.
E dunque il disincanto dischiude parole
di una lingua che muore
di ciò che pesa troppo
di chi baratta il dolore nel tuo nome.
Non c’è parola pari al tempo umano
là dove è sepolta la memoria.
Così lontani non saremo liberi.
Un fardello spiuma le vertebre come l’ oblio
sul rovo pungente del passato
L’aria sovverte il respiro nel suo vorticare e squarcia
nel trambusto anche questo mare.
Ma tu non abituarti mai.

©Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2019/01/25/non-cercatemi-poeti/

*

Una carezza sull’ala .2

Sono piccola adesso:
caduta sulla ghiaia
le ginocchia sbucciate.

Sono piccola, non so

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In galleria a Milano…

In galleria a Milano
quanti volti riconosco
dentro a un sabato pomeriggio

sono facce di tutto il mondo
Africa Europa e Asia
Australia e Americhe

Sono sempre le stesse
ombre che si confondono
e io sempre più con loro
uniti noi tutti, da ogni luogo,
nel crepuscolo della sera.

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Pensiero per un bambino

Ti hanno ucciso a sette anni
con la scopa di casa
senza nemmeno l’onore delle armi
così come si uccide una bestia
infestante e schifosa
un ratto o una blatta

lo stesso accanimento feroce
con cui certi adulti
amano distruggere
-sempre di più-
la purezza dell’infanzia.

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Forse a Natale…

Forse non hai mai provato
certe sere di Natale
il freddo cattivo sopra il treno
mentre la neve cadeva copiosa
tra i monti sopra il Brennero

In quelle sere di Natale
tu eri ancora lontana nel tempo
e io sentendo la morte dentro
non trovando più alcun senso

ho scritto lettere d’amore.

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Gioielli Rubati 15: Chiara Marinoni – Nanni Cagnone – Giovanni Luca Asmundo – Gio Ferri – Maria Do Rosario Pedreira – Tríccia Araújo – Franco Bonvini – Marco G. Maggi.

almerighi

in memoria di Gio Gerri (1936 – 2018)

QUANTO FA PRIMAVERA UN SORRISO?

Dolci occhi di pura armonia
seducono il silenzio
mutevoli le parole dell’ultimo baluardo
uno sguardo e si fonde
nel sublime respiro di un attimo.
Nulla neppure la goccia
che sgorga dalla fontana
è attenta alla melodia
che passa dalla carezza della sera
alla flebile luce di un petalo
che si chiude al profumo del vento.
È lì, che il silenzio si fa voce.

di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2018/12/04/quanto-fa-primavera-un-sorriso/

*

XIX

A piedi nudi verso le fornaci,
e lustro del suolo
ove briciole di vetro, radicate.
Assai lentamente far ritorno,
una storia già scritta da riscrivere
ché senza noi fece rasura il tempo,
avaro servitore della quantità
che cela ancora il biasimo,
i persuasi malori, le troppo stimate
insofferenze, e specialmente
che si fu scarsi di compassione.

Non era nei patti
la terracotta in frantumi,
non era tempo…

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