Al bivio per Genova

Spesso sono gli imprevisti più banali
ad incidere i disegni del destino
come la differenza nello svoltare
all’incrocio tra due autostrade
che vanno a Genova entrambe.

E allora può bastare un notiziario
per cambiare destinazione e tragitto
così un imbuto del traffico
al bivio mi diresse a ponente
verso un altro indirizzo

Lo ascoltasti addolorata al telefono
quando ti dissi uno scialbo
“mi spiace, oggi non vengo”

pochi giorni dopo eri al San Martino*
dove dormisti per un mese intero

non ti rividi mai più.

*Ospedale di Genova

Standard

Resta come sei

Resta così
non scimmiottare le mie durezze
il mio stupido fare da macho
sii sempre tu donna
ad insegnare all’uomo la pace

Rimani come sei
non credere quando ti dicono
che sei nata da una mia porzione
trattieni a te la dolcezza
la tua grande forza interiore

e allora sarai tu la migliore.

Standard

Questionario

Mi passa davanti una vita
il titolo di studio raggiunto
l’eventuale professione
la capacità di risparmio annuo
il rischio che voglio correre
se ho figli o famigliari a carico.

Tutto resta così schedato
tutto nel più perfetto ordine
in fondo poco più del nulla
niente che parli di me
un cenno a qualche mancanza
al bisogno innato di amore

solo io riesco a leggere le righe
della mia devastazione.

 

Standard

Cattive abitudini

Ci si abitua un po’ a tutto

in fondo

pur sostando sotto la cappa dell’ozono

come un gioco prodigioso

l’aorta pompa il sangue

fino al cervello.

 

S’impara anche a perdere coscienza

a poco a poco

-e, ogni tanto, ne rimango

anche un po’ scosso-

sì, può crescere qualche strana idea,

come un’edera

si attorciglia tra le labbra

ma poi affoga silenziosa

fino a perdersi

nella battaglia d’ogni giorno.

 

Non mi lascia

una certa nostalgia

per una pace che è oramai

solo un ricordo:

tra i troppi affanni e le campane a morto

questa è una cosa

in cui proprio non demordo.

Standard

C’erano i tulipani…

Così è rimasto questo
un vaso di tulipani freschi
sopra la cattedra
il fiocco azzurro sul grembiule nero
una mano alzata
per ripetere la poesia a memoria
il compitino a casa.
Da lì a qui più di mezza vita
quasi una capriola
l’avvitamento nel tuffo carpiato
sulle sillabe del tempo
davanti a noi il precipizio
come un pugno nello stomaco
tirato senza preavviso
Hai ragione tu
non si abbandona nessuno
nemmeno i ricordi
perciò adesso non aspettare:
bisogna fare in fretta
accarezzarne ancora i petali e
come gli insetti
assaporare il nettare di ogni fiore.

Standard

Sono (e resto) italiano

Sono (e resto) italiano

Forse dicesti questo
ai due vecchi nazisti
giù allo Stübel vicino al lago
che mi squadravano disgustati
quasi fossi un animale raro

e ancor di più guardavano te
con gli attributi esatti della razza
che ti accompagnavi
con questo italiano
certamente figlio o nipote
di qualche vecchio rinnegato

Non so come spiegarlo
a chi non l’ha mai provato
ma in un momento ti passano
davanti la bandiera, un canto,
la foto di un campo col filo spinato

Fu quasi un miracolo, quella sera,
se si tornò a casa
senza passare un guaio:
tu sorridendo della mia rabbia
io infuriato ma sano e salvo.

Standard

I trenta poeti scelti per l’e-Book dedicato a Giulio Regeni

LA PRESENZA DI ÈRATO

img_2065

Ecco i nomi dei poeti scelti:Anna Bertini, Anna Maria Bonfiglio, Loredana Borghetto, Davide Cortese, Fernando Della Posta, Luciana De Palma, Catia Dinoni, Furio Durando, Anna Maria Ferramosca, Alba Gnazi, Antonella Jacoli, Anna Maria Locatelli, Marco G. Maggi, Lucio Mayoor Tosi, Valter Marcone, Marco Mastromauro, Vincenzo Mastropirro, Enrico Meloni, Fabrizio Milanese, Ivano Mugnaini, Adele Musso, Luciano Nota, Paolo Ottaviani, Cristina Polli, Angelo Ricotta, Michele Rossitti, Roberto Taioli, Serenella Tozzi, Francesco Vico, Michela Zanarella.

Grazie a tutti! L’ e-Book uscirà il 21 marzo e sarà scaricabile dal sito. Subito dopo faremo il cartaceo.

View original post

Standard

Stiamo tutti bene

Stiamo tutti bene
ci sono ancora fette di noi sulla tovaglia
ma è carnevale
e la tua voce spalma crema chantilly
a piene mani

Sposti la sedia
lasciando briciole di me dentro la stanza
giri lo sguardo:
ce ne sarà ancora da mangiare per i figli?

Non so parlare
questa quaresima fa un baccano micidiale
e vorrei stendere un sipario sui pensieri

su questa lotta che
ogni giorno ci ricorda di esser vivi.

 

Standard

Un padre alla Loggia dei Lanzi

L’osservavi alla Loggia dei Lanzi
quel padre spiegare al suo bambino
la leggenda del Perseo
e di altre statue intorno

Ti tenevi defilato e curvo
rimirandone l’aspetto
la barba da moderno Mangiafuoco
eppure quanta complicità
quanta dolcezza nello sguardo
nelle parole del racconto.

Mi dicevi di vedere
dalla postura del suo corpo
in quel passo quasi incerto
un po’ da anatroccolo
–di chi è già in sovrappeso-
lo stile di un uomo di poche pretese

Tu l’avresti voluto così
nel condividere la vita insieme
semplice e un po’ grossolano
caldo e protettivo come un guanto
con indosso la tuta da operaio.

Standard